Segni di Daniele
Frantumano il paesaggio per ricomporlo
con esattezza: argini, acqua e verdi
sopra gli argini ali. La stalla è

divorata da mosche e da fiati caldi
come un guanto. Gli argini di tessuto
provocano immagini a forma d'uomo.

Anche i pesci hanno forma d'uomo
e ricompongono le squame che diventano
conchiglie           nella piega segreta
del tessuto dei cavalli penetrano

il fiato e la mano disincagliata
brevissima nel gesto della semina
l'ombra del muro
che creò l'animale a forma
di stalla, brani di corpi, schegge.

Erano pieni e le canne folte
come capelli erano il nido.
Il ragazzo seguiva il suonatore
di flauto e i suoi incantesimi (:)
animali: chiatte legate al fiato
dei cavalli, zoccoli, la piega
del corpo sul fondo dello scafo
slegato mentre la criniera lega
il passo dell'indiano e le parole
fiato sui vetri dell'abitacolo
lo sparo, colare spire e sangue

Li vedi salire con gli occhi
bendati ai rami senza
tristezza    la corrente
che semina la trasparenza
degli ami tra le scaglie
dei fondali     celesti fronti
cascate    spingono

con forza il fiotto
assediano la tempesta

che li segue catturano esistenze
dense e deserte i pugni
delle adolescenze stupefatte
spalancati come un sogno
di camicie colorate e sere
senza spade.

Nei giardini lacerano umide 
ragnatele ragni naviganti.
Li vedi lentamente nei giri
dei cerchi e poi inghiottiti
sparire nei gesti, nelle parole
il soffio disegni di altre

stagioni e tuffi. Dove cessa
la mano il movimento la mano
agita parole. Catturano se stesse.
Relitti veloci calano dall'alba.

dolce dell'animale nel castello
rovesciato e nel crine sbriciolato
nel ventre del cetaceo le foglie
cresciute zattere colorate gesti.

Scendendo la corrente fino al nido
delle ali, le uova, le piume
incollate al ventre dei pulcini
i sintagmi della rotta, il pigolio

della nuova stagione, gli anelli
che l'argento e i fondali sbarrati
ricompongono e sciolgono catene
i cristalli ... dove il pilota ...

L'arcipelago ricomposto il labirinto
dove si perde e intatto l'albero
i fiori le parole intrecciando sul
labbro dei ragazzi traettorie quasi
celesti. Nei tasselli dell'albero
lo smalto delle avventure.

Un altro profilo     cieco salire
delle fiocine alle stalle
sorso che spreca il seme
delle candide primavere
addensa segni nell'occhio
dellre lune, unghie
ali piegate
delle labbra, i fianchi rovesciati delle prede
dei punti, dei cieli intrecciando

un sorso interminabile ritma
nella stanza del saccheggio l'interminabile
consumazione. Il pesce
ritma nel movimento silenzioso
delle branchie il salire degli spari:

un profilo acceso sullo schermo
e i corpi inabissati
in attesa di una morte
densa e vischiosa. Una flessione
nella memoria dei flauti. Stridente.
E un nome già corretto.

Disegnerà altri animali altre foreste
e sempre l'uovo delle primavere
lo seguirà veloce e ricco
di mani inafferrabili.

Parti di gesti crescono
saccheggiati nell'arnia   si scambiano.

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ultimo aggiornamento FEB 2002