I  SAPORI

 

Ho invertito le aggiunte mettendo sopra le date più recenti

 
  24 febbraio 2014  

Alloro. Le foglie del sempreverde laurus nobilis, con cui si cingevano le teste dei vincitori di cimenti sportivi e poeti (laureati), profumano carni e ortaggi.

Menta. Piperita, longifolia, spicata. Acquatica: tane varietà per l’erba infestante perenne, dalle spiccate virtù digestive, disinfettanti e calmanti
Erba cipollina. Dai piccoli bulbi nascono le foglie a stelo con cui legare fagottini e involtini vegetariani. Le foglie tritate aromatizzano burro, salse e frittate.
Mirto. Le bacche dell’arbusto sacro a Venere, pianta simbolo della macchia mediterranea, maturano in inverno. Ottima per arrosti e liquori
Rosmarino. Malgrado l’etimo – rhus maris, arbusto di mare – e la predilezione per le fasce costiere, non teme il freddo. Battezza focacce, intingoli e pâté
Nuciata c’addauru. Miele, chiare a neve, pepe e zucchero a fuoco lieve, poi noci tritare. Spianare, infine tagliare in rettangolini da appoggiare su foglie d’alloro
Mojito. Foglie di mentha nemorosa, mezzi spicchi di lime e zucchero di canna bianco leggermente pestati nel tumbler, poi ghiaccio spezzato, rum bianco e soda
Fagottini di ricotta. Ricotta, parmigiano, erba cipollina, spinaci sbollentati e spadellati8 per farcire i quadrati di pasta fillo. Chiudere con uno stelo e infornare
Liquore di mirto. Bacche per due mesi in recipiente, coperte con alcool da dolci, poi spremute. Succo unito con sciroppo di zucchero e l’alcol della macerazione
Castagnaccio. Farina di castagne, sale, olio e acqua per la pastella da stendere alta un cm nella teglia. Sopra rosmarino, uvetta ammollata, pinoli e altro olio
   
IL RADICCHIO di TREVISO
depurativo, croccante, digestivo: molto più di un'insalata. E' il protagonista delle ricette autunno - inverno dal classico trevigiano alla brace, ai risotti e alle torte o al fianco di scamorza e caprini.
AMARO IN MODO PAZZESCO
Rosso di Treviso igp Rosso di Chioggia Rosso di Verona. Variegato di Castelfranco
almeno due brinate perché i cespi fusiformi del tardivo si trasformi in rosso dando il via alla stagione. Esiste anche la versione precoce. Il più voluminoso tra i radicchi rossi ha foglie grandi e sovrapposte, a formare una palla dal colore acceso schiacciata in alto. Il fratellino corto del rosso di Treviso ha l'aspetto di una palla di foglie chiuse, lisce e rotonde, con diffuse nervature bianco candido. Deriva dall'incrocio tra il rosso di Treviso e invidia scarola. Ha radice piccola e foglie grandi, frastagliate, irregolarmente rosso - violacee
Involtini
Risotto
Crespelle
Strozzapreti
Calamari farciti al radicchio nell'impasto del ripieno prezzemolo, i tentacoli tritati e mollica di pane, infine una spruzzata di vino bianco. Si manteca a fuoco spento con tocchetti di scamorza affumicata il riso brillato in olio burro radicchio e scalogno, portato a cottura con brodo vegetale.
Un quarto d'ora di forno e grill finale per le frittatine a strati, farcite con radicchio spadellato in poco extravergine, besciamella e parmigiano
Radicchio passato in olio profumato d'aglio, poca acqua, ricotta a fuoco spento. Alla fine, pasta e dadi di speck dorati in antiaderente con pinoli
Crostini Straccetti Dove mangiare Dove comprare
Fette di pane raffermo, radicchio a julienne spadellato con scalogno e vino bianco, pezzetti di gorgonzola. Via dal forno, qualche gheriglio di noce.Cipolla e radicchio rosolati brevemente e sfumati con qualche goccia di balsamico tradizionale. Unire le striscioline di carne infarinate e spadellate.
"Il basilico" via Bison 34
Treviso
telef. 0422 541822
chiuso domenica e lunedì
menù € 35
"La vera terra"
via Girolamo da Treviso 5
Treviso
telef. 0422 410203

FORMAGGI cotti e mangiati

aggiornata al 05 novembre 2012
Raschera. Nato nei prati di Raschera, Cuneo, ricchi di essenze, deriva dal latte di due mungiture. Quello prodotto sopra i novecento metri è definito “di alpeggio”

Ricotta. Duttile e lieve, è un non – formaggio “firmato” dal siero del latte da cui si ottiene: mo5rbido di mucca e bufala, saporito di pecora, acidulo di capra.

Pecorino. Solo latte di pecora da greggi (allevate nel Lazio, in Sardegna e nella provincia di Grosseto. La stagionatura determina piccantezza e friabilità.

Caciocavallo. Legato a coppie a cavallo di un bastone (da cui il nome) ha crosta sottile, pasta dura bianco paglierino, gusto dal dolce al piccante, secondo stagionatura.

Provola. Pasta cruda e filata, di consistenza compatta e colore bianco avorio, salata per immersione in salamoia. Esiste anche in versione affumicata.

Scamorza. Crosta liscia e consistenza morbida per la pasta filata di latte vaccino o misto, con una piccola sfera in cima (a differenza della panciuta provola).

Parmigiano. Il re delle Dop casearie vanta latte crudo e stagionature variabili, figlie della qualità del latte. Eccellente quello di montagna e di vacche autoctone.

Fontina. La toma millenaria si lavora negli alpeggi valdostani, con due mungiture, latte crudo di vacche rustiche e tavole di abete rosso per la stagionatura.

Gorgonzola. Latte vaccino più caglio, fermenti e diverse spore nobili, attivate da lunghi aghi di metallo, caratterizzano l’erborinato in versione dolce o piccante.

     
AGRUMI
varietà agrumi
polpa, buccia, forma
proprietà
stagione
Limone (citrus limon) Polpa più o meno aspra a seconda della varietà ricco di vitamina C. tra le virtù fa diminuire il glucosio nel sangue e rafforza il sistema immunitario tutto l’anno
Arancio dolce (citrus sinensis). Varietà bionde o rosse in base al colore della polpa ipocalorica (40 kcal per 100g) e nutritiva: contiene sali minerali, vitamine C, B1, B2, A, P, fibre di sostanze antiossidanti da novembre a giugno
Arancio amaro (citrus aurantium) Buccia spessa polpa amarognola e ricca di semi utilizzato per la pasticceria e la produzione di liquori; in farmacologia per tonici e stimolanti dell’attività gastrica da novembre a gennaio
Mandarino (citrus deliciosa) Buccia sottile fra il giallo e il rosso zuccherino (74 kcal per 100g), ricco di fibre, sali minerali e vitamine. Dissetante e rilassante (contiene bromo) da dicembre a marzo
Bergamotto (citrus bergamia) Forma a pera, polpa molto amara è utilizzato in cosmetica e profumeria ma anche nell’industria alimentare per aromatizzare dolci e altri cibi da dicembre a marzo
Mandarancio (citrus clementina) Buccia sottile e in genere senza semi. In Italia il mandarancio più popolare è la clementina; dopo l’arancio è l’agrume più richiesto contiene 47 kcal per 100g. Fonte di vitamina C, sali minerali, acidi organici e fibre, è rinfrescante e di proprietà diuretiche da novembre a febbraio
Pomelo (citrus grandis) Frutto di grandi dimensioni, può raggiungere i 10 kg. Buccia spessa di colore verde giallo contiene vitamine del gruppo C e B, sali minerali, fibre. Contribuisce a regolare la pressione arteriosa da settembre a gennaio
Cedro (citrus medica) Grande 20 - 30 cm, rotondo od ovale con una protuberanza al peduncolo. Buccia prende fino al 70% del frutto, ruvida, spessa; polpa dolce-acidula con poco sugo 32 kcal per 100g, utilizzato come bevanda dissetante, svolge un’azione disidratante e depurativa da settembre a gennaio
Pompelmo (citrus paradisi) Buccia spessa polpa succosa amarognola - acidula, varietà dalla buccia chiara o rosata contiene fibre, potassio, magnesio e vitamine del gruppo A B e C. Ha proprietà antiinfiammatorie e depurative da novembre a maggio
    
aggiornata al 07 novembre 2012

Vitamina C a confronto

prodotto
mg di vitamina C ogni 100 g. di prodotto
arance
45
cavoli di Bruxelles
81
fragole
53
broccoletti di rapa 110
kiwi 85
lattuga da taglio 59
limone 50
mandarini 42
peperoncini piccanti 229
peperoni dolci 151
ribes nero 200
spinaci 54
 

LE RADICI

aggiornata al 12 - 11 12

Ginseng. Ha cinquemila anni la pianta cinese dalle virtù toniche chiamata "uomo - radice". Di sapore aspro e dolce, per tisane e bevande. Manioca. Arriva a un metro la radice sudamericana simile alla patata. La sua farina, tapioca, è usata per creme e e minestre. Topinambur. Toccasana per diabetici e sovrappeso perché ricco di insulina e povero di carboidrati, supporto ideale della bagna càuda. Carota. Ricca di betacarotene e glutatione, la Daucus Carota vanta tre tipologie: precoce, semiprecoce e tardiva (in inverno).
Scorzonera. L'antico antidoto ai morsi di vipera (da cui il nome spagnolo escurco, vipera) che ben accompagna la carne di maiale. Daikon. Sembra una grande carota bianca (da cui il nome "grossa radice"). Forte e piccante, accompagna sashimi e zuppe di riso. Sedano rapa. La varietà rapaceum del sedano (o "di Verona"), disinfettante e diuretico, si gusta in purè, sbollentato e impanato o in insalata. Liquirizia. Ama climi caldi e asciutti, la Glycyrrhiza glabra (radice dolce) da cui si estrae il succo goloso da cuocere e concentrare.
Rafano. Armoracia rusticana (bianco) rafanus sativus (nero) e wasabia japonica (verde): condividono sapore piccante e virtù disinfettanti. Rapa. Un'intera famiglia di brassicacee al servizio della tavola: dalle radici bianche, rosse e viola, alle cime verdi, ai rapanelli. Zenzero.  
 
SALVAGUARDARE LA BIODIVERSITA'

aggiornata al 12 - 11 - 12

Manoomin. Nel Minnesota (USA) nei lontani laghi della Riserva della Terra Bianca a settembre raccolgono questi baccelli di riso selvatico facliando le piante e facendoli cadere nelle canoe. Sono baccelli di colore verde scuro, decorticati ed essiccati sul fuoco a legna. Pomodoro Siccagno. Nel cuore della Sicilia, durante gli inverni le temperature sono miti ed allora si coltivano questi pomodori che non vengono mai irrigati, per questo si chiamano "siccagni". Il sapore è buono, ma stanno scomparendo dal mercato soppiantati da varietà ibride moderne. Un presidio, rintracciato il produttore, ha messo a disposizione i suoi semi per allargare la produzione nella prossima stagione. Licurì. Dal Brasile. Prodotti nello stato di Bahia, sono i frutti delle palme licurì, a grappoli, e il guscio viene rotto, all'interno c'è uno strato di polpa e un nocciolo che nasconde una mandorla dal sapore intenso. Si può estrarre latte, olio, consumato fresco o tostato, acerbo o maturo. Cola di Kenema. Dalla Sierra Leone e Liberia. Il nome richiama la famosa Coca cola. E' della famiglia del cacao. Le noci sono rosse. In Africa si consuma nelle cerimonie o per accogliere gli ospiti. In italia si produce una "coca di Kenema" con quelle noci e aggiunte naturali.i cui ricavati vanno a sostenere le popolazioni della Sierra Leone.
Vino in anfora. Dalla Georgia TèPu'er. Dalla Cina. Meurche. Dalla Bulgaria Miele di Nilgiri. Dall'India.
Caffé di Harenna. Dall'Etiopia. Olio di Argan. Dal Marocco Cuscus di Fadiouth. Dal Senegal Daikon di Akka. Dal Giappone.
Latticiniu di Aqmola. Dal Kazakistan. Produttori Isola Unjie. Dalla Croazia. Formaggi d'alpeggio. Dalla Macedonia. Pupunha dal Brasile.
Patate di Chiloè dal Cile Ageve e Mezcal di Tlacolula dal Messico Gelso del Pamir dal Tajikistan Fagiolo poljak di Trebinje.
Taro e igname Isola di Lifou dalla Nuova Caledonia.    

aggiornata al 12 - 11 12

 

I dolci

aggiornata al 18 - 11 12

Grumble di pere. Ha l’aspetto di una pasta frolla sbriciolata (come il termine inglese) con erbe aromatiche e cereali, la tartina rovesciata con tocchetti di frutta.

Macaron. Bianco d’uovo, farina di mandorle e zucchero a velo per le mini meringhe piatte amatissima da Maria Antonietta, farcite e colorate in vario modo.

Muffin. Hanno storia millenaria i soffici dolcetti inglesi dal nome tedesco (muffen, piccola torta) emigrati in America, dove sono il simbolo della colazione.

Tortino morbido. Il dessert ideato da Michel Bras nasconde nel guscio fragrante di uova, farina, zucchero, cioccolato e burro, un’anima di fondente coulant.

Cupcake. Parlano americano le micro-torte formato tazzina (da cui il nome) preparate con fantasia; glassate, al cioccolato, cosparse di semi.

Mousse di cioccolato. Cioccolato a bagnomaria, uova, zucchero, burro, panna montata, vaniglia nel trionfo della seduzione dolce. Per la variante light, acqua e chiare d’uovo.

Panna cotta. Solo crema di latte e poco zucchero nell’originale, segreta ricetta langarola. Versione facilitata con colla di pesce. Accanto, salsa di fragole e nocciole.

Tiramisù. Uova, zucchero e mascarpone per la crema da spalmare su strati di savoiardi inzuppati con caffè aromatizzato. Sopra polvere di cacao.

Mont. Blanc. Latte, cacao e rhum, con le castagne bollite, sbucciate e passate nello schiacciapatate a formare una piramide. Poi panna e marron glacé.

Zabaione. Crema per braccia robuste e tuorli freschissimi, servita fredda o tiepida, accompagnato dalle lingue di gatto preparate con i bianchi avanzati.

Chrlotte. Dedicata al cuoco Carême alla moglie di Re Giorgio III, la gabbia di savoiardi ripiena di bavarese (crema più panna) e tocchetti di frutta.

aggiornata al 18 - 11 12 

 

SALSICCE             aggiornata al 28 - 11 12 

Salsiccia di Bra. Piemonte. Prodotte un tempo di sola carne bovina per la comunità ebraica di Cherasco, oggi viene arricchita con grasso suino. Si gusta non stagionata, cruda
Salsiccia milanese antica. Lombardia. Macinato di ritagli di carne di maiale ripuliti dai nervetti, con aggiunta di lardo rosa e spezie. Si consuma fresca, perfetta per la minestra di verze
Luganega trevisana. Veneto. Collo e guanciale di maiale tritati, speziati e insaccati. Due versioni: magra per la brace e grassa per l’umido
Zambudel. Emilia Romagna. Per la salsiccia matta romagnola, si utilizza solo carne di maiale: spalla, punta delle costole e rifilature. Nella ricetta moderna, niente più frattaglie
Salsiccia. Toscana. Parti nobili del maiale come la spalla e coscia impastati con aromi diversi secondo le zone: salvia, rosmarino, ma anche aglio, finocchietto e peperoncino
Salsiccia. Monte San Biagio. Lazio. Peperoncino, macinato di Terracina e semi di coriandolo (eredità dei saraceni) per profumare l’impasto di maiale. Affumicatura con legno di lentisco
Sauciccia ‘nda la ‘nzogna. Campania. Carne di maiale conciati con sale, puparole (peperoncino) e finocchio selvatico. Venti giorni di asciugatura, poi sotto grasso (‘nzogna)
Lucanica di Piperno. Basilicata. Solo maiali locali, di cui si utilizzano ritagli di spalla, filetto e coscia. Riposo per un mese su pertiche di legno. Si conserva in olio e grasso
Cervellata. Puglia. Per la tradizione crvllet, carni dell’anteriore di bue, capra e pecora, lavorate, con aglio, basilico (o prezzemolo), pecorino romano, sale e pepe

         LE BUCCE                          aggiornata al 03 - 12 - 2012

Zucca. Spessa e consistente (chioggiotta) o sottile e delicata (lunga di Napoli) la sua buccia può essere frullata o essiccata. Vanta una potente attività antifungina (antimicotica).

Patate. Potassio, ferro e vitamine, ma anche glicoalcaloidi antitumorali nelle bucce ottime sia in versione chips, sia stufate (a patto che non siano verdastre).
Mele, Ideale per gelatine e mostarde (con zucchero di canna, limone e semi di senape), la buccia contiene acido ursolico, che incrementa la quota muscolare.
Arance. Dal condimento per le olive nere alle scorzette candite fino a marmellate  e composte per le bucce molto ricche di limonene, olio essenziale benefico. Melanzane. Diuretiche e depurative, le bucce si lavorano come la polpa per metterle sott’olio (con aglio, origano e peperoncino), pastellate e fritte, in umido.  

FRITTI              aggiornamento 09 dicembre 1912

Pizzelle' e Baccalà. Campania. Pastella di farina, lievito e acqua per avvolgere i tocchetti di pesce spinato da friggere in extravergine, versione salata delle zeppole.
Capitone. Calabria. Anguilla femmina (più grossa) tagliata a tocchi, infarinata e fritta. A piacere, marinatura in aceto e alloro per un giorno.
Costolette. Umbria. Agnello impanato con uova e pangrattato, frittura in olio o burro. A fianco, patate al forno insaporite con alloro, rosmarino, salvia e pepe.
Olive Ascolane. Marche. Due ricette: di magro - merluzzo, cernia, scorfano - per la vigilia, ripieno di carne per il pranzo di Natale. Contorno di funghi. Calgionetti. Molise. Sfoglia sottilissima, a base di farina, olio e vino bianco, per i ravioli dolci farciti con mosto cotto, noci, mandorle, cacao e cannella. Tortelli. Emilia Romagna. Ripieni assortiti, dalla crema alla marmellata di amarene, fino al pasto natalizio (pinoli, biscotti, uvetta, caffé, liquore Sassolino)
Kiachi. Trentino. Si frigge nello strutto, il krapfen del contadino, fatto con pasta lievitata arricchita di uvetta e spalmata poi di marmellata. Struffoli. Campania. Si intingono di miele sciolto a bagnomaria, le minuscole palline realizzate con farina, uova, burro, zucchero, scorza di limone e canditi. Fritto misto. Lazio. Commistione golosa di verdure (cardi, cavolfiore, carciofi) e frattaglie (animelle, cervello): è il menù di Natale.
POMODORI IN TUTTE LE SALSE
Roma
Banana Legs
Lungo Italiano
Camone
Perino
Bellezza Bianco
Nero
Yellow Ruffle
Cuore di Bue
San Marzano
Costoluto
Datterino 
Pomodoro Ananas Ciliegino Nero
 Vesuvio
Verde
Perino giallo Merinda Nero di Crimea Ciliegino
Aunt Ruby Verde Tigre Lemon tree Tomatillo Messicano
Rosso Grappolo Striped Roman Tigre Verde Yellow Vine
Pomodoro tondo
picadilly
 Golden Bison e simile al
Pachino
Tangerine
Kumato
   
 
COCKTAIL - TUTTO IL GUSTO DEL GHIACCIO
 
Bloody Mary
Una parte di wodka e tre di succo di pomodoro, da insaporire con limone, salsa worcester, sale, pepe, tabasco. Shakerare con ghiaccio in cubetti
Caipirinha
Zucchero di canna e lime delicatamente pestati, prima di aggiungere ghiaccio frantumato nel bicchiere alto (tumbler). Per ultima, la cachaça
Playa del sol
Frutta della passione, arancia, fragole frullati. Nel bicchiere insieme a cubetti colorati con pezzetti di fragola o poco succo. Sopra ananas frullato
Crème de menthe
Riempire un bicchiere alto con ghiaccio tritato, poi aggiungere 6 cl di liquire di menta (non sciroppo). Servire con una cannuccia larga e corta
Negroni
Gin, bitter Campari e Martini rosso in parti uguali, mescolati con mega-cubetti che si sciolgono lentamente. Fettina d'arancia per decorare.
Dry ice Martini
Un cl di vermouth e 6 cl di gin con ghiaccio nel mixing glass, poi in coppa gelata attraverso un colino con chicchi di dry ice creando l'effetto fumo
Cosmopolitan
Nello shaker, ghiaccio scalpellato dal blocco, 4 cl di Citron vodka, 3 cl di succo di mirtilli, 1,5 cl di Cointreau e 1,5 cl di succo fresco di lime.
Grattachecca
Ghiaccio gratugiato dalla stanga con l'apposito raschietto fino a riempire il bicchiere. Sopra, succo di frutta, sciroppo e pezzetti di frutta fresca.
Gin Tonic
Due cubi di 3 cm di lato nel bicchiere panciuto per la versione spagnola del drink, così da non diluire ulteriormente la miscela di gin e acqua tonica.
 
Secchiello
Per raffreddare bianchi e shampagne, occorre garantire la massima cessione di freddo: il ghiaccio a scaglie offre una superficie ampia.
 
Altro elenco di cocktail tratto dal quotidiano La Repubblica di domenica 13 - 10 - 13 con l'uso del Gin in alcuni piatti.

Gin Tonic

Tumbler grande pieno a metà di ghiaccio, tre parti di gin e sette di acqua tonica, versata sulla spirale verticale del cucchiaio da cocktail.

Martini.
Solo due ingredienti: gin e Martini Dry in coppetta ghiacciata. Nel Vesper (prediletto da James Bond), gin, vodka e china Lillet.
Negroni. Gin, Campari e Vermut rosso in parti uguali per il cocktail servito nel tumbler (bicchiere cilindrico) basso Ghiaccio e fetta d’arancia.
White Lady.
Dedicato alla sofisticata lady Ella Fitzgerald, vanta cinque parti di gin, tre di Cointreau e due di limone. Nella coppetta, una ciliegia candita.
Gin fizz.
Spopola negli anni ’70 il drink a base di gin, limone e sciroppo di zucchero, shakerato con ghiaccio, servito con soda nel tumbler.

Farfalle.

Salmone affumicato, panna e gin al posto della vodka, per profumare la nota alcoolica del piatto simbolo della nouvelle cuisine all’italiana.

Scaloppine.
Nota fresca, secca e speziata per le fettine infarinate, padellate, sfumate con gin, in alternativa ai classici limone o vino bianco
Coniglio.
Rinforzo della nota aromatica per il principe delle carni bianche, arrostito in pentola o nella teglia del forno con bacche di ginepro.
Fragole.
Sentori balsamici per i frutti di bosco battezzati con gin e poco zucchero. Golosa la macerazione della frutta secca.
Gelato.
Contrasto di note balsamiche tra miele e gin nel mantecato di crema, servito con foglioline di menta o timo, abbinato con sorbetto alla lavanda
 
 
Parliamo del GIN.

Piace a James Bond e ai monaci perché l’infuso di ginepro inventato dai medici olandesi per combattere la gotta è febbrifugo, diuretico, antisettico. E molto Tonico.

Riferimenti letterari:

Raymond Chandler:

Un vero Gimlet è metà gin e metà succo di lime Rose’s e niente altro da il lungo addio 1953

Anthony Burgess:

Ha un sapore molto liscio, induce una specie di euforia metafisica e di rado lascia sbronzi da

The real life of Anthony Burgess (2005)

Francis Scott Fitzgerald

Tom rientrava prendendo quattro bicchieri di gin che tintinnavano pieni di ghiaccio da il grande Gatsby (1925).

Humphrey Bogart:

Di tutti i gin Joints di tutte le città di tutto il mondo, lei è finita nel mio da Casablanca (1942).
 
 
Riferimento sapori "La Repubblica" 17 nov 2013

Risotto alla ricciola

Marinata al pomodoro, olive, basilico, cipolla rossa, olio in affumicatrice 30° con alloro e aneto. Aggiungere i tocchetti a 5’ dalla cottura del riso.

Carbonade alla birra

Manzo a tocchi rosolato, poi cipolla a fette. Dentro birra scura, zucchero, aceto, timo e alloro. Quando sobbolle cuocere 6 h nella pentola norvegese.

Zuppa di pesce

Pesci e crostacei tagliati, molluschi scaltriti, brodo con teste e carapaci. Sul fondo della tajine prima il pesce a rosolare, poi 2 h con il brodo.

Stinco di maiale

Carne lardellata con rosmarino, salvia, timo e pepe, massaggiata con olio aromatizzato alle erbe. Rosolatura 5 h nello slow coke con carote e birra.

Pomodorini confit

Datterini tagliati a metà, appoggiati sulla buccia nella teglia. Sopra sale, pepe, zucchero a velo, timo, origano, un filo d’olio. In forno 4 h a 90°C.

Pentole

Affumicatore Camera di combustione a griglia singola (tipo pentola) o più griglie (colonna), a freddo (tra 50° e 115°C) previa marinatura. Tajine: Poatto largo e coperchio alto, conico per far ricadere i vapori aromatici in cottura. Produzione in terracotta smaltata, ghisa, porcellana.

Slow Cooker: Pentola elettrica con base di metallo, recipiente di ceramica e coperchio di vetro. Due temperature bassa e alta) e programmatore di cottura.

Pentola norvegese: contenitore a pareti coibentate e chiusura ermetica dove continuare la cottura della pentola (ghisa, terracotta, acciaio) arrivata a temperatura Barbecue americano: L’evoluzione del barbacoa caraibico permette di cuocere alimenti copertri senza contatto col fuoco, controllando tempo e temperatura.