Cinema 2013 commenti
GIUDIZIO
LA GRANDE BELLEZZA
di Paolo Sorrentino. Interpreti Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Serena Grandi... voto buono 7.
Il film, interpretato maestosamente da Toni Servillo, si svolge a Roma, la Roma Felliniana, quella dei ricchi annoiati che cercano di divertirsi, vedi la “dolce vita”, e che al compimento del 65° anno d’età, quando ormai i bagordi, il sesso, i balli non ti soddisfano più, subentra una grande angoscia. La bellezza lascia il posto al grottesco, al dramma. Ad un certo punto, verso il finale il film volge verso il clero, verso un Dio che non si manifesta. L’angoscia si fa sempre più grande mano a mano che si cerca un appiglio alla vita. Film un po’ lento, ma molto intelligente, che ti fa pensare.
 
NO i giorni dell’arcobaleno.
di Pablo Larrain. Interpreti Gael Garcia Bernal, Alfredo Castro Antonia Zegers Nestor Cantillana... discreto 6½
Nel 1973 in Cile, Augusto Pinochet fa un colpo di stato e prende il potere, insediando una dittatura tremenda. Nel 1988 Pinochet su pressioni internazionali deve indire un referendum. Si doveva decidere se lui dovesse essere rieletto per altri 8 anni (campagna del SI), oppure lasciare ad altri il potere (campagna del NO). Gli Stati Uniti avevano a suo tempo foraggiato Pinochet per il colpo di stato, ma ora vuole toglierlo e finanzia la campagna del NO. Il film racconta come un giovane pubblicitario, molto bravo, che lavora per una agenzia di stato, si metta fuori e avvia questa campagna del NO. Alla fine, nonostante l’intervento del suo direttore che partecipa alla campagna del SI, riesce a vincere. Un bel film storico!
 
NELLA CASA.
di françois Ozon. Interpreti Fabrice Luchini, Ernest Umhauer, K.Scott Thomas, Emanuelle Seigner... mediocre 6-
E’ il rapporto di un insegnante con un suo alunno di 16 anni. L’insegnante, scrittore fallito, vuole aiutare il ragazzo a diventare uno scrittore e lo spinge a scrivere. Il ragazzo per raccontare gli avvenimenti in modo realistico, si insinua nella casa (quella del suo più caro amico). Riesce a irretire la madre dell’amico per possederla. L’amico se ne accorge (l’ha fatto apposta!) e la famiglia si rompe. Alla fine va anche dalla moglie dell’insegnante, distruggendo il legame fra lei ed il marito. Insomma l’insegnante si trova sbattuto fuori di casa, sul lastrico!
 
GLI AMANTI PASSEGGERI.
di Pedro Almodovar. Interpreti Penelope Cruz, Antonio Banderas, Paz Vega, Blanca Suárez... buono 6½
La storia si svolge su un aereo intercontinentale. Tutti i personaggi hanno la loro storia tragi – comica. Gli steward sono tre omosessuali, ma anche i piloti hanno avuto storie gay ecc. Insomma l’aereo non può atterrare perché si sono accorti che il carrello era guasto e così dovettero tornare indietro, ma attesero ore interminabili che qualche aeroporto desse loro l’ok per scendere. Nel frattempo succede di tutto. Un film comico e grottesco insieme.
 
LA MIGLIORE OFFERTA. (Vedi commento in altra pagina)
di Giuseppe Tornatore. Interpreti Geoffrey Rush (Virgil), Jim Sturgess (Robert), Sylvia Hoeks (Claire), Donald Sutherland (Billy)... buono 7½
Un banditore d’aste di fama internazionale riceve un incarico di valutare un patrimonio da una erede che non si mostra (è sempre nascosta). Il film percorre un itinerario in cui il banditore ricerca da una parte di conoscere l’ereditiera e nel frattempo fa ricostruire un orologio antico i cui pezzi si trovavano nella villa. Anche la storia di Donald Sutherland, unico grande amico del banditore  complica la ragnatela. Il giallo si conclude con il furto di tutte le opere del banditore, perpetrato dalla bellissima ragazza e presumibilmente dal suo ragazzo: l’orologiaio.
 
I L GRANDE GATSBY
di Baz Luhrmann. Interpreti: Leonardo Di Caprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Marcus Mumford.
Il film è tratto da un capolavoro della letteratura americana di Francis Scott Fitzgerald (medesimo titolo) abbastanza fedele al testo, risente tutto dello stile musicale del regista Luhrmann (moulin rouge). È condotto dall'attore Tobey Maguire (interpretò Spiderman) col nome di Nick che recita e interpreta un testo che lui scrive per guarire dalla depressione. Stravede per Gatsby (Leonardo Di Caprio) e rimane folgorato dalla sua grande "speranza", quella speranza che alla fine lo porterà a morire. Gatsby era follemente innamorato di Daisy (Carey Mulligan). Questo amore ormai perduto a seguito di eventi difficili (lui, povero in canna, voleva essere ricco quando, dopo 5 anni, avrebbe dovuto incontrarla), lo fa perdere la testa e per questo motivo rovina tutto ciò che aveva creato: ricchezze, fasti, bellezza.
Film un po' lento, molto lungo forse inutilmente, con musiche bellissime, panorami splendidi di una Ney York pakiana. 
 
SALVO
di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Interpreti: Salah Bakri, Sara Serraiocco, Luigi Lo Cascio, Giuditta Perriera, Mario Pupella, Redouane Behache, Jacopo Menicagli.
Il film è un noir con una storia di mafia. Molto buio, molto sangue, ma fatto come dovrebbe essere fatto un film: un insieme di scene che fanno vivere l'atmosfera siciliana! Si percepisce il dolore di Rita (Sara Serraiocco) cieca dalla nascita, che riacquista la vista quando il mafioso Salvo (Salah Bakri) le punta la pistola sulla testa per ucciderla. La storia inizia con un agguato a Salvo dei sicari del rivale, fratello di Rita. Lui li ammazza tutti uno ad uno a sangue freddo. Poi va nella casa di Rita per aspettare il mandante e lo ammazza mentre Rita assiste al tragico trambusto, si sporca del sangue della vittima. Salvo va da Rita per ucciderla ma visto il miracolo nei suoi occhi non ci riesce e allora la nasconde. Nell'ambito mafioso questo non è possibile così anche i suoi lo cercano e gli sparano. Finisce in modo patetico: lui che muore su una poltrona in terrazza, lei che lo tiene per mano. Una volta morto, Rita si veste, esce per una nuova vita da vedente. Troppo sangue, molto verosimile la cappa di paura e di dolore che regna nelle scene.
THE CANYON
di Paul Schrader con Lindsay Lohan, James Dean (nome d'arte di Bryan Matthew Sevilla) nella parte del protagonista, Nolan Gerard Funk, Amanda Brooks, Gus Van Sant. Un film nato per essere quasi porno, ispirato ad un testo di uno scrittore famoso e diretto da un regista, Schrader di Taxy driver e altri, di porno non aveva niente tranne i dialoghi eccessivi a danno delle immagini. Povero di fantasia e slegato nelle scene. Il protagonista James Deen è uno psicopatico, frequenta uno strizza cervelli. Dipende finanziariamente dal padre ricco; fa fare alla sua donna (lindsay Lohan) cose incredibili di sesso come fellatio, rapporti con altre donne e altri uomini, rapporti di gruppo pur dichiarando di amarla ma il suo è possesso, pazzia! Si intrecciano relazioni più o meno segrete fra loro e altre coppie con cui individualmente scopano. Il finale a sorpresa diventa un dramma e si conclude in modo scilbo in cui ognuno rimane solo. (Visto a Venezia-Sala Grande)
 
GERONTOPHILIA
di Bruce LaBruce con Pier-gabriel Lajoie nella parte del vecchio, Walter Borden nella parte del giovane e Katie Boland nella parte della ragazza giovane, nonché Marie Hélène Thibault nella parte della madre. La storia gira attorno all'amore fra un giovane e un vecchio ricoverato in ospedale dove il giovane ha trovato lavoro grazie alla madre, la quale se la fa col direttore del reparto. Il sentimento nasce quando il giovane fa la respirazione bocca a bocca all'anziano che stava annegando in piscina: sente una tale eccitazione che fugge nascondendo i genitali e le ragazze presenti se ne accorgono. L'amore, o l'attrazione erotica aumenta quando il vecchio viene ricoverato e lui lavora nel reparto. Accortosi che gli infermieri somministrano molte pillole per far tranquillizzare i pazienti, Lake, il giovane, aiuta a fuggire il suo amato Peabody e scappano verso una avventura solitaria, intima fino al giorno che Peabody muore nel letto forse per lo strass di una vita intensa ma meglio perché era giunta la sua ora. Lake si dispera, ma la scena finale lascia aperto uno spiraglio: incontra sulle strisce pedonali il solito vecchio che fa attraversare i bambini della scuola, gli sorride: il vecchio lo guarda perplesso... la vita continua!  (visto a Mestre in lingua originale inglese e qualche dialogo in francese-Canada)
 
MISS VIOLENCE
di Alexandros Avrana è un film percorso continuamente da un senso di oppressione, atmosfera sempre carica da un uomo, un ragioniere, che vive nella sua casa con la moglie di una certa età, una donna giovane, due bambine e un bambino rispettivamente di 15, 8, 7 anni tutti suoi figli o figli degli uomini ai quali concede le donne per soldi. Il primo che sgarra sarà punito rinchiudendolo nella sua stanza o togliendoli il cibo o picchiandolo a sangue. Anche la moglie è piena di lividi. I servizi sociali fanno dei controlli, ma questo nonno riesce sempre a nascondere esigendo la massima segretezza nei fatti di casa. Pesa addirittura i cibi per vedere se qualcuno ne ha approfittato senza il suo permesso. Perfino la bambina di otto anni viene portata da un uomo a fare sesso. L'altra bambina di 14 rimprovera la nonna accusandola di non aver mai reagito. La nonna mostra i lividi in tutto il suo corpo per farle capire come questo nonno reagiva. Il film si conclude con un gesto liberatorio: la nonna lo uccide pugnalandolo nel suo letto. La figlia più grande, che fungeva ormai da sposa, quando lo trova in un letto di sangue fa una smorfia a metà fra un gesto di dolore e una risata.
 
TOM A LA FERME
di Xavier Dolan con Xavier Dolan, Pierre-Yves Cardinal, Lise Roy, Caleb Landry, Jones Melodie Simard. Tom è un bel biondino che raggiunge una fattoria in campagna per assistere al funerale del suo amico amante. Qui scopre che la mamma non sa niente del figlio e crede che vivesse con una donna: Sara, il fratello sapeva tutto e costringe Tom con le botte, a non raccontare niente per non turbare la mamma già abbastanza scossa.  Lo costringe poi a rimanere nella fattoria per far piacere alla vecchia. Qui nasce un gioco di relazione col fratello violento ma con la stessa voce del suo amante morto. E' un continuo viaggio di introspezione fra i sentimenti d'amore e morte. Anche l'arrivo di Sara, in realtà una collega di lavoro, accentua questi sentimenti. Il finale è incomprensibile. Mentre la ragazza torna a casa prendendo l'autobus accompagnata da Francis solo dopo probabilmente essersi concessa perché ubriaca, lui, Tom, va a casa e non trova la madre. Pensando che Francis l'abbia uccisa, scappa  ma non si capisce se rivedendo la scena vista al funerale, di Francis con le gambe sul tavolo, da solo, dicevo non si capisce se Tom sia scappato o se la fuga preludesse ad un ritorno nella fattoria, schiavo delle botte di Francis.
 
STILL LIFE
di Umberto Pasolini e interpretato da Eddy Marsan. Film sul macabro di questo John May incaricato alla sepoltura delle persone i cui parenti sono introvabili. Il regista è al suo secondo film, un continuo confronto con la morte e con i parenti che rimangono, un lavoro sugli album delle fotografie dei ricordi, la ricerca di riposo nel cimitero. Si conclude con l'unica famiglia cui è riuscito raccogliere parenti e amici per il funerale del loro caro proprio quando accanto a questa sepoltura passa una bara con il solo prete e il becchino: era il suo funerale morto proprio allora.
 
SACRO GRA
di Gianfranco Rosi, interpreti nessuno, nel senso che trattandosi di un giro attorno al Grande Raccordo Anulare di Roma, i personaggi incontrati sono casuali, persone che nella realtà si trovavano nei luoghi. Quindi incontra l'ambulanza che prende il ferito in un incidente nel raccordo, l'uomo che studia le palme e come salvarle dal tarlo arrivato dall'estero e che fa morire tutte queste bellissime piante, i travestiti e le prostitute con la roulotte, ma anche dalle finestre delle case che si affacciano al raccordo quindi la vecchia ormai fuori di testa col figlio che fatica a lasciarla sola, o la coppia padre - figlia in cui lui fa delle considerazioni che denotano di essere al limite della realtà, quello stato in cui ragioni bene ma gli argomenti sono lontani dalla vita della figlia, dalla sua vita... Un bel documentario. Dicono documentario ma a me sembra un film. Visto al cinema Arena di Piazza S. Polo a Venezia.
 
CHE STRANO CHIAMARSI FEDERICO
di Ettore Scola.
Interpreti: Tommaso Lazotti, Maurizio De Santis, Giacomo Lazotti, Giulio Forges Davanzati, Ernesto D'Argenio, Emiliano De Martino, Sergio Rubini, Vittorio Viviani, Fabio Morici, Carlo Luca De Ruggieri, Sergio Pierattini, Andrea Salerno.
Un documentario che merita di essere visto, in cui Scola fa rivivere momenti salienti della vita di Federico Fellini. Narra come sono nate le scene di alcuni film, come sono stati scelti i personaggi, l'amicizia che lo ha legato a Federico e agli altri del suo gruppo. E' un gran bugiardo dice di Federico, ma in realtà lui ha costruito un mondo di sogni e quindi la verità non ha senso di esistere. Fra gli interpreti Emiliano De Martino che in questi giorni sta interpretando il mafioso Alfonso Vitale nella telenovela di Rai tre "un posto al sole", mentre nel film gira la parte di grande amico di Fellini e Scola: Ruggero Maccari.
 
LO SCONOSCIUTO DEL LAGO
di Alain Guiraudie e interpretato da Pierre de Ladonchamps, Christophe Paou, Patrick d'Assumçao, Jérôme Chappatte, Mathieu Vervisch, Gilbert Traina, Emmanuel Daumas. È un triller gay. I personaggi sono tutti uomini ed è girato nella spiaggia di un lago francese. La regia è ottima in quanto coglie molti aspetti caratteristici delle zone dove i gay si cercano per far sesso e per accoppiarsi. Caratteristiche rilevate: a) le donne spesso non fanno parte di questi ritrovi; b) la ricerca del sesso include il pericolo di essere presi da un serial killer ma il desiderio e l'amore (ripeto amore) che si instaura vince anche queste paure; c) le stesse paure sono anche quelle di contrarre malattie e se ne parla apertamente; d) c'è sempre fra di loro il guardone che si accontenta di masturbarsi guardando; e) c'è pure lo sprovveduto che, non sapendo dove andare perché solo, abbandonato dalla fidanzata, sa di rischiare la vita e passa le giornate a contemplare il lago e i gay... e vede tutto (nel film è consapevole che il killer lo seguirà per ammazzarlo); f) i ragazzi gay sono spesso bellissimi e maschi, con un fisico atletico (non checche come canzonate da inesperti). Hanno fatto riferimento ad una spiaggia simile ma frequentata anche da donne lesbiche, oltre Marsiglia, passato anche Montpellier: la Cap d'Agde. Insomma per chi non si schifa dell'omosessualità, nella fattispecie esplicita da film porno, è un bel film
 
LA VITA di ADELE
di Abdellatif Kechiche e interpretato da Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Aurélien Recoing, Catherine Salée, Jérémie Laheurte. Peccato che ci siano due pecche di bruttura altrimenti sarebbe stato un film eccezionale. La estrema lunghezza che dava anche un senso di lentezza, ma non lo era; non aver affrontato la tematica dell'omosessualità con i genitori di Adele. Forse però il regista voleva far vedere i differenti atteggiamenti delle due protagoniste verso i genitori. La vita di Adele racconta prima l'impatto col sesso normale che non la soddisfa ma capisce che a eccitarla è un'altra donna. Si masturba a letto pensando alle due ragazze a braccetto incrociate per strada. Lei è ancora una bambina, abbastanza superficiale culturalmente; sbaglia e scambia per amore il bacio di una sua compagna di scuola. Poi cerca e incontra in una discoteca gay la stessa ragazza, Emma, vista per strada e ne nasce una storia. Mentre Emma è vissuta e corrisponde per la bellezza di Adele, Adele si innamora alla follia e seguono giorni si sesso continuo in cui lei si riprende la vita che pensava sessualmente senza via d'uscita. Quando Emma si stanca e la caccia con la scusa che lei fosse andato a letto con un ragazzo, Adele si sente perduta. Il film finisce con Emma che espone le sue pitture col più grande gallerista Francese e Adele maestra di scuola elementare che esce dall'ultimo appuntamento di saluto con Emma non piangendo, erano già passati tre anni dalla fine della loro storia, ma senza amore, senza affetto, sulla strada torna solitaria.
 
IL GATTOPARDO
 di Luchino Visconti. Interpreti: Burt Lancaster (Don Fabrizio, il principe di Salina), Alain Delon (Tancredi, il nipote del principe), Claudia Cardinale (Angelica Sedara), Paolo Stoppa (Don Calogero Sedara), Rina Morelli (Maria Stella, moglie del principe) Romolo Valli (Padre Pirrone), Pierre Clémenti (Francesco Paolo), Terence Hill (conte Cavriaghi), Lucilla Morlacchi (Concetta), Giuliano Gemma (generale dei Garibaldini), Ida Galli (Carolina), Ottavia Piccolo (Caterina), Carlo Valenzano (Paolo), Rina De Liguoro (principessa di Presicce), Anna Maria Bottini (la signora Dombreuil, la governante), Lola Braccini (donna Margherita), Ivo Garrani (generale Pallavicino), Serge Reggiani (Don Francisco Ciccio Tumeo), Leslie French (Chevalley), Howard W. Rubien (Don Diego), Lou Castel (l'ospite della festa), Olimpia Cavalli (Mariannina), Giovanni Melisenda (Don Onoferio Rotolo), Brock Fuller (Il principe da piccolo), Marino Masé (il tutore), Carlo Palmucci, Stelvio Rosi, Anna Maria Surdo, Marcella Rovena, Valerio Ruggeri, Vanni Materassi, Augusto Pescarini, Carlo Lolli, Giuseppe Stagnitti, Franco Gulà, Carmelo Artale, Rosalino Bua, Halina Zalewska, Vittorio Duse, Tina Lattanzi (la nobildonna al ballo), Winni Riva, Maurizio Merli, Dante Posani, Sergio Fantoni, Brooks Fuller (il piccolo principe), Howard Nelson Rubien (Don Diego), Rosolino Bua, Anne Marie Bellini, Sandra Christolini (la figlia minore), Paola Piscini, Amalia Troiani, Marie Bell.
Soggetto di Giuseppe Tommasi di Lampedusa; sceneggiatura di Luchino Visconti, Pasquale Festa Campanile, Enrico Medioli, Suso Checchi d'Amico, Massimo Franciosa. Fotografia Giuseppe Rotunno; musica Nino Rota e molti altri.
Trama: Il film narra la storia di una famiglia siciliana nel periodo in cui Giuseppe Garibaldi attua l'unità d'Italia, quindi a cavallo dell'anno 1860. Girato e presentato al pubblico nel 1963, qui nella versione restaurata in cui appaiono anche alcune scene che Visconti aveva tagliato e per motivi politici e per decenza sulla morale. Luchino Visconti comunista, non è più neorealista, ma qui supera questa fase e compone un romanzo storico della realtà siciliana e anche Italiana, ma che si sofferma nella narrazione in momenti di profonda meditazione e/o sensuali, o ancora politici, ancor oggi di grande attualità. Ciò che caratterizza Visconti, omosessuale, è la bellezza in tutte le scene, bellezza personificata soprattutto in Claudia Cardinale e in tutti i paesaggi siciliani. Visconti è stato il precursore del verismo, quello di Verga, ma qui va oltre. La frase pronunciata da Alain Delon: "dobbiamo cambiare tutto affinché nulla cambi" poi ripresa dal Principe che spiega come con i garibaldini si fosse acceso un fuoco pericoloso e bisognava assecondarli per evitare l'anarchia (se fosse proseguita la guerra); tanto i siciliano non si faranno insegnare da nessuno!
 
GIOVANE E BELLA
di François Ozon. Interpreti:  Marine Vacht (studentessa), Frederic Pierrot (padrigno), Fantin Ravat, Johan Leysen (il vecchio che muore), Charlotte Rampling (breve partecipazione alla fine del film, moglie di"Leysen"), Nathalie Richard, Djédjé Apali, Lucas Prisor, Laurent Delbecque (un fidanzato), Jeanne Ruff, Carole Franck, Olivier Desautel, Serge Hefez, Akéla Sari, Nathan N'Diaye, Anne-Elina N'Diaye, Stefano Cassetti, Patrick Bonnel, Gurvan Cloatre.
La storia nasce in Francia in una fanciulla diciassettenne che, a seguito di una esperienza non proprio felice sulla sua prima volta con un ragazzo, si prostituisce utilizzando internet quale approccio. La mattina va a scuola, il pomeriggio incontra uomini. A Roma in questi giorni stanno scoprendo molte minorenni che si prostituiscono, proprio come nel film, quindi di estrema attualità. C'è molto sesso quasi da stancare, però visto solo marginalmente nel senso che non ci sono scene esplicite come nel film "la vita di Adele". Difficile capire perché lo faccia, visto che non le manca niente a casa. Un cliente le dirà che quando una comincia a fare la puttana, è per tutta la vita. In realtà la morte del cliente migliore, vecchio ma dolce al quale si era molto affezionata le farà cambiare vita, costretta a seguire una terapia psicologica, ma non si capisce poi come continuerà la sua vita visto che risponde ancora una volta ad un messaggio è incontra senza saperlo la moglie del cliente morto durante un amplesso. Si sente che è un film d'autore.