LIBERA UNIVERSITA' PER GLI ADULTI di PAESE (TREVISO)

Prof. Mario De Conto - Letteratura in 5 lezioni - 2014  

prima lezione 23/01/2014
Umberto Saba: il cantore della vita
Umberto Saba
LE OPERE
Nato a Trieste il 9 marzo 1883, morto a Gorizia il 25 agosto 1957. Poeta scrittore aforista. Di origine Ebraica fu perseguitato e dovette rifugiarsi a Parigi, poi a Roma e Firenze.
L'arboscello
La capra
Trieste
Città vecchia
Il bel pensiero
La moglie (bella)
Ritratto della mia bambina
Cucina Economica
C'era
Sera di febbraio
Amai
Ulisse
Pettirosso
A un giovane comunista
Quasi una moralità
seconda lezione 30/01/2014
Italo Svevo
chiudi finestra e torna a università
Italo Svevo
Nato a Trieste il 19 dicembre 1861 e morto a Motta di Livenza TV il 13/09/1928. Scrittore e drammaturgo italiano. Di famiglia ebraica.
terza lezione 06/02/2014
Luigi Pirandello
La frantumazione del reale
 
Luigi Pirandello
Nato nel 1867 il 28 giugno a Girgenti (Agrigento), morto a Roma il 10 dicembre 1936. Girgenti
Nato nel bosco denominato in dialetto Càvusu a Girgenti, derivazione dal greco "kaos". Premio Nobel nel 1934.
Più che poeta e letterato è uno che ha fatto teatro. I suoi romanzi sono messi in scena. Il padre possedeva una cava di zolfo e lui quindi è uno della borghesia commerciale; borghesia all'epoca in crisi. Appartiene ai veristi, segue le orme di Verga, suo isolano di Catania, però si domanda cosa è la vita: è un filosofo.
Sua moglie proviene dalla stessa cava di zolfo. Ma è convinto che lo tradisca e allora la scaccia di casa mentre lei non l'ha ancora tradito: Poi la fa tornare ma intanto lei era stata con un altro. Poi la fa ricoverare si ammala e muore.
Pirandello aderisce al movimento fascista. Il fascismo allora ha avuto una crisi di identità e Pirandello cerca questa identità.
Nel romanzo l'umorismo del 1908 dice che noi non esistiamo perché il nome ce l'ha dato qualcun altro, così il cognome (i genitori), siamo nati non per nostra volontà per cui non siamo nessuno! Io indosso la maschera che voi vi aspettate che io indossi e voi indossate la maschera che io voglio sentirvi dire: se uno non dice quello per cui ci si aspetta è un matto. Esempio se dico come stai? e tu rispondi in malo modo dico questo è matto.
Nel romanzo il fu Mattia pascal succede un avvenimento per cui tutti lo credono morto e lui ne approfitta per liberarsi dei pesi di una identità che non sopporta più. Gli fanno il funerale e addirittura lui porta anche dei fiori sulla sua tomba.
Le opere
L'Umorismo 1908
Il treno ha fischiato 1915
Il fu Mattia Pascal 1904
Vestire gli ignudi 1922
L'uomo dal fiore in bocca 1918-1923
Così è (se vi pare) 1917
Il berretto a sonagli 1918 . Una signora è arrabbiata perché pensa di aver ragione e nessuno le dà retta. Ciampa allora le dice glilo insegno io come si fa. Basta che lei gridi in faccia a tutti la verità e subito la crederanno pazza....
Enrico IV 1922 . È quel Enrico che cadendo batté la testa e divenne pazzo. Poi rinsavisce ma finge ancora di essere pazzo. È quello che poi andò a Canossa dal Papa Gregorio VII a implorare il perdono.
quarta lezione: 13/02/2014
Cesare Pavese
Poesie del disamore
Cesare Pavese
Nato a Santo Stefano Belbo CN il 09 settembre 1908, morto suicida a Torino il 27 agosto 1950 a 42 anni.
Poeta e romanziere. Molti lo definiscono neorealista ma questa etichetta è riduttiva rispetto a quanto ha fatto, dopo D'Annunzio è si realista ma anche esistenzialista, va in profondità dello spirito umano.
Morto il padre, Cesare Pavese aveva solo 5 anni, riceve dalla madre una educazione rigorosa, ne seguì un carattere introverso, molto solitario.
Piemontese delle langhe, in campagna, confronta subito e contrappone la campagna alla città oggetto delle sue critiche. Ha interesse per l'arcaico (la luna e i falò), eove vede la salvezza sul primitivo. Per lui l'universo è armonia. Segue affettivamente uno scrittore gay americano Walter Whitman noto come Walt Whitman e si immedesima in lui.
Si iscrive al partito fascista (come quasi tutti), ma poi si toglie; lo credono un traditore e lo mandano al confine. Quando torna ha una delusione: la sua "morosa" nel frattempo si era sposata probabilmente da qui nasce la sua precarietà, il dramma. Non si risollevò neppure quando vinse il premio Strega nel 1950 per "la bella estate". Lo accompagna per ritirarlo la sorella della sua amata (Constance Dowling) Doris.
Aderisce al comunismo ma lo espellono perché non è Staliniano, un comunismo troppo rigido, dice -"per me i morti non hanno colore".
Poco dopo, il 27 agosto 1950 si suicida: lascia uno scritto: "perdono tutti e a tutti chiedo perdono". I suoi temi ricorrenti sono l'infanzia. Scrive un diario: il mestiere di vivere dove ricorda il passato e lo rivede negativo. Se Svevo è il "Fantozzi" della letteratura e Saba la semplicità dei versi, lui il dolore della vita. Non avendo partecipato alla resistenza, si sente in colpa, un sopravvissuto.
Passaggio VI
Lavorare stanca
Il vino Trieste
Il ragazzo che era in me
Donna Genovese
I mari del sud
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
 
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Epitaffio scritto in inglese
Alcuni brani del diario:
26/11/1937
03/02/1943
15/10/1940
13/01/1949
29/01/1944
quinta lezione: 20/02/2014
Alda Merini
Il suono dell'ombra
 
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