LIBERA UNIVERSITA' PER GLI ADULTI di PAESE (TREVISO)

Ernesto Brunetta

anno da 2013 a 2014

STORIA   Prof. Ernesto Brunetta La prima guerra mondiale in sei lezioni
prima lezione
02/10/2013
Pur chiamandosi mondiale, la guerra scoppiata nel 2915-1918 si è svolta prevalentemente in Europa perché le cinque grandi potenze erano dislocate in questo continente. Basti pensare all'Africa molto arretrata e soggetta ad egemonia di stati Europei che lì, come nei Paesi Asiatici, costituirono le loro colonie.
Parliamo di egemonia, non di sovranità dove lo stato ha propri eserciti per la difesa, ha proprie costituzioni ecc.
Le cinque grandi potenze europee erano tali anche nel mondo. La cultura europea è in quel tempo bellicistica, tanto che Darwin scrisse nel suo libro dell'evoluzione: è giusto ed eticamente accettabile, che il più grande mangi il più piccolo. Tradotto nella guerra è giusto che lo Stato più potente uccida e distrugga il più povero e debole. E' la lotta per la sopravvivenza.
La cultura militante vuole mostrare la visione della vita senza voler insegnare niente a nessuno.
Guglielmo II di Germania nomina il suo cancelliere Otto Bismarck. Per il cancelliere quello che conta è l'utile del Paese, che può non coincidere col bene e questo lo farà scontrare con le idee dell'imperatore. In Germania già c'era una cultura di questo tipo, cultura Darwiniana.
Francia e Gran Bretagna nella loro corsa verso il possesso di territori per colonizzarli, alle foci del Nilo, evitano di scontrarsi e fanno un patto di intesa cordiale, quindi non un contratto. La Germania concede lealtà al capo, l'imperatore d'Austria nella cui sfera c'erano già Ungheria e gli stati attorno; Praga era industrializzata, ma il resto tutta una grande arretratezza. In Russia invece c'erano tutti i paesi balcanici che danno fedeltà allo Zar (il Cesare). Consideravano Mosca la terza Roma. Anche Serbia e Bulgaria soffrono dell'egemonia Russa. Nelle chiese graco-ortodosse ogni patriarca è capo della sua chiesa, ma rispettano come il maggiore il patriarca di Mosca.
L'Italia ambisce di entrare in guerra, ma non fa parte delle 5 grandi potenze. e' la 6'. Attua la politica coloniale, Libia, Eritrea.. ma scoppia la guerra i l'Italia è fuori.
seconda lezione
15/10/2013
Siamo a Sarajevo, la capitale della Bosnia Erzegovina, dove il 29/06/1914 scoppia la prima guerra mondiale. Ricordiamo che fra Impero Austro Ungarico e la Bosnia Erzegovina c'è dell'attrito per fatti passati. Nel 1878 con la vittoria dell'Austria la Bosnia viene annessa ai loro territori. Francesco Giuseppe imperatore d'Austia-U è vecchio. Fra l'Austria e l'Ungheria aveva fatto un patto bilaterale in cui ciascuno Stato rimaneva tale con eserciti propri, governo proprio ecc. ma doveva sottostare all'Imperatore d'Austria. La cosa ha funzionato per cui il figlio Francesco Ferdinando, una volta morto il padre e salito al trono pensava di creare un patto trilaterale unendo anche la Bosnia, ma non ha fatto i conti col sogno della Grande Bosnia che doveva riunire tutti i Paese balcanici sotto il comando Bosniaco. Recatosi appunto a Sarajevo F. Ferdinando con l'intento di preparare il terreno all'alleanza subisce un attentato. Mettono una bomba all'auto e, poiché non era ancora morto Gavrilo Princip gli spara e lo ammazza. Naturalmente questa uccisione è stato un pretesto per aprire un conflitto che si rivelerà Mondiale. Ci sono tre ipotesi nell'assassinio del figlio dell'imperatore d'Austria. - Si pensa alla mano dei servizi segreti Bosniaci con Gavrilovic loro incaricato. - Direttamente dal governo Serbo. - Una pulsione dei moti irredentisti. Nei primi due casi ci sarebbe la responsabilità del governo Serbo.
Gli schieramenti erano da una parte l'Impero Austro Ungarico, anche l'Anatolia (Turchia), la Germania avendo fatto un patto di alleanza. Dall'altra parte la Serbia con tutto il circondario balcanico (attuale Croazia, Slovenia Bosnia - Erzegovina) e la Russia legata alla Serbia dalla duplice intesa. anche con la Francia. L'Impero Austro Ungarica pensa che la guerra sia breve, ma non hanno fatto i conti con le nuove armi russe già presenti in Serbia. Invadono la Serbia nell'agosto del 1914 (mitragliatrici; cannoni che sparano fino a 30 km. contro i fucili 91 che sparano 6 colpi). Intanto i generali tedeschi che avevano vinto con i Russi usando una strategia di accerchiamento, invadono il Belgio oer scendere sulla Francia e accerchiare le linee nemiche. L'Inghilterra entra in guerra col pretesto di difendere il Belgio dichiarato da tutti gli stati neutrale. L'avanzamento delle truppe portano morte e distruzione. I cannoni così potenti ma molto imprecisi e colpiscono anche i civili. Nasce allora l'evacuazione delle zone di guerra e gli esodi dei profughi. La Francia blocca la Germania sulla Marna. L'Italia secondo la triplice alleanza che obbligava l'intervento in caso di aggressione, non interviene perché gli aggressori erano proprio gli Austriaci ad aggredire la Serbia. Il 02/08/1914 l'Italia si dichiara neutrale. Tuttavia, pensando che un piccolo aiuto potesse spostare la vittoria e concludere la guerra, i capi di tutte le potenze mandano incaricati per convincere l'ingresso in guerra e promettono territori. L'Italia non si fida dei tedeschi (se avessero vinto si sarebbero ripreso quanto promesso) e dopo molti dibattiti attuano la politica Machiavelli quella dell'utile e del bene (se ci sarà utile, prevale sul bene, sui morti che ci saranno). Il 28/04/1915 a Londra fanno il patto di entrare in guerra entro un mese. Il 24/05/1915 in una seduta movimentata del parlamento, i ministri Salandra e Sonnino chiedono e ottengono i pieni poteri. L'Italia entra in guerra contro l'Impero Austro Ungarico. L'insegnante dice che se in Italia c'è il partito comunista più grande è proprio perché essendosi schierata contro Austria e Germania, ha sviluppato delle grandi relazioni con la Russia allora guidata da Lenin. Cosi il teatro di battaglia ormai tutto europeo (ancora non ci sono gli Usa) da guerra si trasforma in rivoluzione.
terza lezione
22/10/2013
 
Le due importanti ipotesi della prima guerra mondiale furono a) cha la guerra sarebbe finita subito e si sarebbe limitata alla battaglia fra Impero Austro Ungarico e la Serbia, cosa che invece non avvenne. Dalla parte balcanica per l'impeto del Paese invaso causa la rottura  del sogno del popolo di creare la "Grande Serbia"; dalla parte francese l'impasse dell'assedio fermato sulla Marna; b) che la guerra sarebbe stata breve esattamente come le battaglie del secolo precedente. L'Italia aveva fatto un patto di neutralità, e di intervento solo in caso di aggressione, me nella fattispecie è stata l'Austria ad aggredire la Serbia, per cui i giuristi tutti giustificarono il non intervento. Visto però lo stallo sulla Marna e sul fronte balcanico, tutti da uno e dall'altro schieramento pensavano che l'Italia intervenendo faceva pendere e concludere con la vittoria la parte in cui si sarebbe alleata. C'è allora la rincorsa dei capi di Stato per convincere l'Italia ad allearsi in cambio di promesse di territori: da parte Austriaca di dare Trieste, il Trentino tanto dopo in caso di vittoria si sarebbero ripresi tutto. L'Italia sceglie la Russia e la Francia. Giolitti voleva trattare dicendo che non si sarebbe riusciti a resistere perché priva di armi (tutte in Libia dove un nostro pilota d'aereo Carotti attuò, primo nel mondo, il "bombardamento aereo" sganciando delle bombe che si era messo in tasca). Nonostante  questa parte "restia" non contraria all'intervento, con i socialisti contrari, il Parlamento votò i pieni poteri al governo per attuare l'intervento. Giolitti aveva scritto un saggio sull'attacco frontale come unico modo capace di sfondare le linee nemiche, tanto o dritto o di lato rimaneva sempre il pezzo frontale che finiva anche con le baionette, ma non si era reso conto delle nuove armi. Dopo un anno di guerra né il fronte Russo, né quello Francese sulla Marna avevano insegnato niente a Giolitti e agli altri generali. Il libretto fu distribuito a tutti i militari e si adottarono queste modalità. Il piano prevedeva di attraversare l'Isonzo, passare per il Carso, Lubiana e raggiungere Vienna. Oltre a questo errore non si tenne conto dei tempi per la mobilitazione delle truppe e dei rifornimenti. La battaglia sull'Isonzo, non una ma 12, bloccò i nostri. C'è stato un arretramento perdendo alcuni paesetti del Friuli per ritirarsi sulla cresta del Carso. Cadorna porta le truppe a Trieste per poi raggiungere Lubiana. Le prime battaglie sono tragiche: 250.000 perdite (morti, feriti, dispersi, prigionieri). Subentrano i problemi della produzione. Se tutti gli operai sono impegnati nei combattimenti, le fabbriche sono costrette ad assumere le donne e proprio allora 1915 nasce l'emancipazione femminile che oltre alle fabbriche occupano anche gli uffici. Mentre con gli operai specializzati, pochi e unici non mandati al fronte, possono usare la mannaia del fronte in caso di comportamento indisciplinato. Sono militarizzati. Con le donne questo ricatto non vale (dovranno passare ancora molti anni prima che esse possano fare la carriera militare). Nasce anche l'esodo verso le città, più vicine ai posti di lavoro.
Altro problema la mancanza di denaro. Tutti gli stati allora alimentano l'inflazione. Si chiedono prestiti alla Germania, agli Stati Uniti, che saranno restituiti con valore minore per l'inflazione che colpiva anche loro.
quarta lezione
29/10/2013
 
Ci siamo lasciati la volta scorsa con la perdita di 250.000 soldati fra morti, feriti, prigionieri, dispersi, scappati o consegnatisi al nemico. Siamo alla fine del 1915 quindi dopo neanche un anno di guerra (dal 24/05/1915). Si è parlato degli errori del generale Cadorna e degli altri di voler condurre una guerra frontale (motivo delle notevoli perdite). Si contava di superare il Carso per arrivare a Lubiana e lì fare la vera guerra. Siamo stati bloccati come detto. La guerra diventa totale ossia non solo fra eserciti ma coinvolge la popolazione civile perché essendosi protratta troppo, mancavano i rifornimenti e allora si doveva trovarli sul posto. Le industrie in Italia fiorivano e si ingrandivano: meccaniche per fare armi, fucili; tessili per le brande e i vettovagliamenti; chimiche per le polveri da sparo, bombe; avevano molti dipendenti 40-50.000 altamente specializzati. Furono militarizzati cioè dovevano obbedienza altrimenti sarebbero stati mandati al fronte. Nasce l'emancipazione femminile dovendo le donne sostituire la mancanza degli uomini mandati a combattere: entrano nelle fabbriche e lavorano non avendo neppure il pericolo di essere mandate a combattere (solo recentemente le donne entrano nell'esercito). Gli Stati si impoveriscono e per produrre sono costretti a chiedere prestiti dalla Germania (abbastanza ricca e sicura di riprendersi tutto a fine guerra), dagli USA. A rimborsare i debiti comunque si ricorreva all'inflazione, non essendo la lira legata ad altre monete. Il valore del prestito alla restituzione perdeva cifre alte perché l'inflazione era altissima.. Nel caso di vittoria della guerra a pagare i prestiti erano solo negli Stati sconfitti. Intanto si provvedeva a dei sussidi per le popolazioni pari a 1.50 lire al giorno con l'aggiunta di 0.50 per ogni figlio e si pagava settimanalmente di lunedì, questo alle famiglie in cui l'uomo era in guerra. Il cibo cominciava a scarseggiare e allora restrizioni, contingentamenti.
Intanto iniziavano anche i bombardamenti aerei: la prima il 24/05/1915 a Venezia e distruggono la casa del Sig. Tagliapietra. Era importante capire che i Tedeschi arrivavano fino a distanze di 250 km, tale era la capacità dell'aereo; per questo si pensava che i dirigibili potessero avere maggior successo perché senza limite di distanza. Quindi le città più colpite furono le città Venete (più vicine ai tedeschi). Anche le navi bombardavano le coste Italiane di Ancona, di Barletta ecc. Il 16/04/1916 bombardano Treviso per la prima volta e continuarono per ben 32 incursioni fino al 1918.
Per indurre i soldati a combattere senza problemi al momento dell'assalto si attuarono addestramenti psicologici che funzionavano con i cani (se il soldato rifiuta l'assalto potevano sparargli in testa, ma si avrebbero troppe perdite). Repressione e persuasione per la disciplina militare. I tribunali militari Italiani sentenziarono 4.000 condanne a morte di cui molte eseguite (il numero più altro d'Europa). Soldati renitenti, Le diserzioni erano di fronte al nemico (si consegnavano loro) oppure non rientravano dopo la licenza (prima 2 giorni, poi ridotti ad 1 il rientro per non essere disertori).
Quindi lo psicologo assunto da Cadorna era Padre Agostino Gemelli (ora Istituto Gemelli) che indusse i riflessi condizionati (teorie del Russo Pavlov) istinto a ripetere senza ragionare. Si cercò di permettere la corrispondenza dal fronte (con una censura ferrea: non si poteva parlare della guerra pena il cestinamento). Anche i prelati venivano mandati al fronte, riservando loro attività di soccorso. Anche il futuro papa Roncalli si mise il bracciale della croce rossa. Facevano anche opera ci consolazione.
quinta lezione
05/11/2013
Riprendiamo dalla lezione precedente. Si diceva che per l'esercito a sferrare gli attacchi in guerra, bisognava dare una motivazione. Si dovevano sentire convinti. Le motivazioni furono: 1) con la repressione che risultò poco pratica perché ci furono molti renitenti (anche se alcuni non venivano perché residenti all'estero) e perché in caso di rifiuto si era autorizzati ad ammazzarli sul posto. Da cui perdine inutili! Ci furono casi di ammutinamento, succedeva quando dovevano tornare al fronte senza fare il riposo (Cadorna aveva programmato 15 gg di battaglia e poi riposo a qualche km dal fronte) però spesso c'erano improvvisi attacchi per cui si doveva ricorrere an ai soldato destinati al riposo. 2) si creò permettendo una corrispondenza epistolare. Per chi non aveva nessuno si crearono le madrine di guerra alle quali si poteva scrivere e avere risposta. Scrivevano anche ai maestri di scuola. 3) altro elemento per superare la paura era la diffusione dell'alcool, anche per cercare di superare tentativi di suicidio. 4) nelle retrovie sorsero i bordelli per dare sfogo a questi ragazzi giovani. E le mogli a casa? Si chiamavano le vedove bianche. 5) Si diffuse una campagna pubblicitaria sia cartellonistica, sia di filmati e documentari in cui però apparivano solo feriti leggeri che sorridevano in mezzo ad infermiere belle, mai si vedevano morti. Anche i media si adoperarono parlando positivamente della guerra. Al cinema nasce maciste (Bartolomeo Pagano). Per ottenere più consenso si creò la figura dell'ufficiale subalterno, solitamente con diploma di scuola media superiore, il quale dal fronte con i soldati doveva fare un trait d'union fra le truppe e gli ordini dei generali. Teniamo conto che i maggiori artefici dell'interventismo furono gli studenti quindi il tenentino essendo anche in mezzo al campo di battaglia, era seguito di più. Figura del comandante di plotone. 6) Si introdussero le epiche figure del Risorgimento: Garibaldi!
Quindi ancora nel 1916 Cadorna si posiziona sull'Isonzo pensando di aggirare l'esercito Austro Ungarico; e così ragiono anche il Generale Austriaco Conrad Von che pensò di aggirare gli Italiani dall'Altopiano di Asiago per scendere verso Bassano, Vicenza e creare una sacca. Stesse idee! Nascono le spedizioni punitive accusando l'Italia di aver disatteso la triplice alleanza. Serpeggia stanchezza, non si vuole più mandare i figli in guerra, ci sono attacchi ai municipi dove si custodiscono gli elenchi della leva. Si attaccano i forni per carenza di cibo.
Nel 1917 cambia tutto. Muore l'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe e subentra al trono Carlo I il quale capisce che se la guerra continua si arriva a perdere tutto (anche se vincitori per i disastri della guerra). Manda allora il fratello della moglie Zita di Borbone, Sisto, nei vari stati per sondare una qualche pace. Anche il Papa Benedetto XVI intuisce e cerca la pace con l'enciclica in cui enuncia: "bisogna porre fine all'inutile strage".
La sequenza degli eventi furono:
Nel febbraio 1917 la Rivoluzione Russa di Lenin;
Nel mese di Aprile entrano in campo anche gli Stati Uniti;
Nel mese di Agosto ci sono i tumulti di Torino;
Nel mese di Novembre la 2° Rivoluzione Russa "Rivoluzione d'Ottobre";
Nel gennaio del 1918 Wilson pubblica 14 punti su cui costruire la pace.
Cosa successe nel Febbraio a San Pietroburgo?
sesta lezione
12/11/13
1917 anno importante (anno della disfatta di Caporetto 24-26 ottobre 1917), per avvenimenti che incidono sugli sviluppi a seguire per almeno 70 anni. Il primo avvenimento in ordine di tempo è la rivoluzione Russa di Febbraio a San Pietroburgo. Moti che iniziano ed avranno dei punti di contatto anche con quelli di agosto in Italia a Torino (Fiat). In Russia l'esercito mandato a sedare la rivolta solidarizza con i rivoltosi che vogliono democrazia. Lo Zar significa Cesare, cioè unico capo supremo, autocrate. Nel 1905 ci fu una riforma con la nascita di una Dima, ma il potere rimase assoluto. Le sommosse di Febbraio nascono per le numerose perdite di uomini (che non tornano) e per la situazione di indigenza, fame della popolazione, stanca della guerra. I moti si organizzano: "vogliamo mangiare!" Il governo provvisorio Russo (Lenin si era rifugiato in Finlandia) promette uno stato liberal - democratico, ma la propaganda francese e statunitense sull'autodeterminazione dei popoli smonta il programma del governo. Questa richiesta di libertà fa sì che tutti si riuniscono contro la dittatura della Germania in nome della libertà. Trotsky in Russia capisce e organizza i soviet dei soldati (li chiama soldati per comprendere tutti operai e contadini perché in maggioranza erano ancora contadini). Non riconoscono il Governo Provvisorio russo. La maggioranza è in mano ai socialisti Rivoluzionari, eredi del populismo Sovietico (andare verso il popolo). Solo nel 1861 si abolirà la schiavitù della Gleba con lo Zar Alessandro II). Insegnanti di scuola e medici vanno nelle campagne a insegnare e curare. Lo sviluppo della corrente socialista è il Socialismo rivoluzionario, quello che vuole la distribuzione delle terre. I Bolscevichi sono in minoranza.
Nel mese di aprile torna dall'esilio Lenin (con l'aiuto dei servizi segreti), vagone piombato, si insedia in Svizzera, neutrale, (nel 1903 ci fu un congresso clandestino con la divisione fra Bolscevichi e Menscevichi). Secondo Lenin dalla rivoluzione deve nascere un partito punta di lancia del proletariato, cioè la guida. Lo Stato guidato dal Partito. Invece i menscevichi sostenevano che sono le masse che devono andare al potere. Le tesi di Lenin sono scritte un un libro, dal suo rifugio, e propone la pace immediata a qualsiasi condizione, distribuire la terra ai contadini. Solo negli anni successivi nascerà la collettivizzazione. Ora tutti sanno fare solo i contadini e non hanno niente.
In Russia il governo provvisorio vuole continuare la guerra, ma l'esercito stremato e alla fame torna a casa abbandonando il fronte.
Nel mese di aprile entrano in guerra gli Stati Uniti pensando che una eventuale vittoria della Germania possa essere un pericolo per le comunità francofone. Lo spunto è l'affondamento con un siluro U-20 dei tedeschi di una nave Usa (07/05/1915). Nel 1916 era stato eletto un presidente democratico: Wilson idealista che crede nei diritti civili, nell'autodeterminazione dei popoli, nelle elezioni dove orni testa un voto. Richiede però tempo per organizzare l'esercito fatto di soli volontari, allora intanto dà aiuti economici all'Intesa. col blocco della marina l'Europa è alla fame. Gli Usa possono controllare due oceani Atlantico e Pacifico (il Giappone era alleato dell'Intesa, ma in contrasto con le Filippine).
Il 14 gennaio 1918 escono i 14 punti di Wilson (nel 1920 vincono i Repubblicani). Negli Usa serpeggia la paura (episodio di Sacco e Vanzetti uccisi pur essendo innocenti). Wilson vuole la pace, non a tutti i costi come Lenin ma fondata sui 14 punti enunciati.:
1) l'abbandono della diplomazia segreta:
2) la libertà di navigazione per mari in pace e in guerra  
3) la rimozione delle barriere economiche, doganali e la promozione di un sistema commerciale internazionale integrato;
4) la riduzione degli armamenti compatibilmente con la sicurezza interna;
5) la definizione delle dispute coloniali secondo modalità che tenessero conto degli interessi tanto delle potenze occupanti quanto delle popolazioni soggette;
6) l'evacuazione dei territori russi occupati,
7) di quelli belgi. Quanto al Belgio, il mondo intero converrà che deve essere sgombrato e restaurato, senza tentativo alcuno di limitare la sovranità che gode al pari delle altre nazioni libere. Nessun atto singolo potrebbe, meglio di questo, servire a far rinascere fra i popoli la fiducia nelle leggi che essi medesimi hanno stabilito ed adottato per regolare i loro rapporti reciproci. Senza questo atto di giustizia riparatrice, l’intera struttura e l’autorità del diritto internazionale sarebbero per sempre minacciate.
8) di quelli francesi, compresa l'Alsazia - Lorena;
9) la ridefinizione dei confini italiani secondo "criteri di nazionalità chiaramente identificabili";
Dovrebbe essere attuata una revisione dei confini dell’Italia, sulla base della facilmente riconoscibile frontiera etnografica.
10) l'autonomia delle diverse popolazioni entro l’Impero austro-ungarico;
11) la risistemazione dell'area balcanica che ricostituisse tra l'altro il territorio di Serbia, Montenegro e Romania, assicurando alla prima adeguati sbocchi al mare;
12) l'autodeterminazione per le popolazioni non turche entro l’Impero ottomano e il controllo internazionale degli stretti dei Dardanelli
13) la costituzione di una Polonia indipendente con accesso al mare;
14) la creazione di un'associazione di tutte le nazioni e la stipulazione di un patto per la reciproca garanzia dell'indipendenza politica e dell'integrità territoriale.
Nel 1917 la guerra da combattuta sul campo diventa ideologica (in futuro sarà sempre di più una cosiddetta guerra fredda, senza combattere). Nel mese di agosto si diceva che sono scoppiati i moti a Torino (Torino è la più industriale d'Italia - Fiat), ma sono diversi da quelli Russi. La Russia invita una delegazione in rappresentanza del governo provvisorio per parlare agli Italiani di continuare la guerra. Gaffe perché applaudono inneggiando a Lenin e alla pace che lui ha proposto. Gramsci scrive e traduce i libri di Lenin e della sua idea della pace, traduzione manuale. Dalla Svizzera neutrale dove si riuniscono dissidenti e neutralisti.
Nel mese di agosto (sempre dell'anno 1917) si svolge l'11° battaglia sull'Isonzo in cui sembra che le teorie di Cadorna siano valide perché per poco non riescono a superare il fiume. Intanto la fame causa sommosse a Torino e l'esercito qui è costituito della Brigata Sassari e dagli Alpini che non hanno sofferto la fame come a San Pietroburgo, non solo ma ritenevano privilegiate le categorie degli operai rimasti nelle fabbriche, fuori dalla guerra, e così sparano ai rivoltosi. 50 morti. Rottura del partito socialista, quella che segnerà la nascita del partito Comunista.
L'Italia spedisce gli operai militarizzati al fronte, a Caporetto. La Germania aveva liberato quasi completamente il fronte Russo per l'abbandono di S.Pietroburgo, così vanno a caporetto. Prima mandano per una ispezione. Poi il Generale Tedesco decide una manovra avvolgente, non frontale. Vanno a Cividale del Friuli e riescono a prendere gli Italiani alle spalle. Aggiungiamo anche che non sono stati eseguiti gli ordini di Cadorna di arretrare in difensiva lasciando. Capello non esegue e lasciando le mitragliatrici avanti risulteranno inservibili. Errore militare.

 

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